Le parole di Eco: mai vivere nell’ombra

Le parole di Eco: mai vivere nell’ombra

Pagine: 60
Genere: Poesia
Editore: Edizioni Progetto Cultura
Anno di pubblicazione: 2021
Link per l’acquisto: Le parole di Eco su Progetto Cultura

È una ricognizione per impeto, deliri, litanie e canzoni, spettri, vedute, corse e rincorse, in uno spazio in cui irrompe un iridescente e inattuabile futuro, una naturale devastazione delle percezioni.

Negli ultimi tre anni ho scrutato da lontano il movimento labirintico del suo senso d’appartenenza, consumatosi, alla fine, tra le braccia di chi – in una profondità vertiginosa, in un’intollerabile dolcezza di fiamme e luce – non ha mai posto limiti al suo essere; un amore abulico, tribolato, mai salubre.

Amore mio, mai. Oltre tutto questo niente.

Abile testimone, guida apprensiva, Claudia Negri ci accompagna lungo l’incostante cammino germogliato dalla ricerca affannosa di un “abbraccio nudo, bagnato, perduto, desiderato”, tra chi ha vissuto troppo o troppo poco, fino alla consapevolezza di giorni senza limiti né concessioni.

Nel mezzo, l’insufficienza, lo smarrimento, la bramosia.

Tienimi ora, che liquida, senza forma sì, sono vera.

Le sue “parole di eco” nascono da un’esperienza da cui pare lecito volersi salvare; ed io stessa, che ascolto i suoi racconti, leggo le sue infrangibili parole da così tanto tempo ormai, ho esitato, ho stretto i denti, ho tirato un sospiro di sollievo.

Le sue pagine ci trascinano inevitabilmente alle sue origini partenopee, luoghi che tanto hanno visto, ma tacciono di fronte a ciò che è stato: la dolce schiuma della moka, la Napoli da San Martino, Paestum nel blu della notte e quella terrazza a picco sul mare.

Come Alice, nella tana del Bianconiglio, ci sono cascata dentro.

Prima la visione onirica di un avvenire, poi l’inseguimento spasmodico; le piccole rigenerazioni, e di nuovo le intemperie, la confusione. È facile immaginare la lunga storia di voluttà e tortura, e stupisce alla fine la veemenza, la capacità di arrestarsi, interrompere una corrispondenza venefica, una promessa senza epilogo.

Quel di più, che non si scrive, c’è o non c’è.

Le parole di Eco di Claudia Negri ha in sé una elastica, selvatica impulsività, mostra una forza intimidatoria all’interno di uno spazio infernale che diventa luogo di rifioritura e letizia.

E se è vero che ogni libro ha un suo destino, la felicità di questa raccolta poetica sta nel riuscire ad accettare, nel soffio di poche pagine, desiderio, dolore, disperazione e rinascita.

Ma è ora di riposare un po’, per riprendere presto a correre e non vivere, mai, nell’ombra.

L’autrice

Claudia Negri nasce a Torre del Greco nel 1990. È laureata in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi Roma Tre, con una tesi che indaga le dinamiche del talento tramite la sociologia dell’arte. Nutre da sempre interesse per la letteratura e il cinema, amante della luna e amica degli animali, si ritiene intimista e catartica. Il suo mantra è “nonostante tutto”.